Katshushika Hokusai (1760-1849)
Hokusai nasce il 31 ottobre 1760. All'età di 18 anni inizia la sua attività artistica nello studio di Katsukawa Shunsho (1726-1792), uno dei massimi esponenti dell'ukiyo-e (immagini del mondo fluttuante). E' questo il periodo Shunro (Splendore Primaverile), dal nome d'arte assegnatogli dal maestro, in cui Hokusai si specializza in stampe di scene teatrali e illustra romanzi popolari.
Nel 1795 assume la direzione del prestigioso, ma a quel tempo decaduto, atelier Tawaraya e muta il suo nome in Sori II, da quello dell'ultimo capo della scuola.
Anche se agli inizi risente dell'influenza del maestro Shunsho, ben presto Hokusai sviluppa un suo ideale estetico.
Sono questi gli anni in cui Hokusai produce i migliori libri illustrati del suo periodo formativo, avvicinandosi anche al paesaggio benché non ancora perfettamente integrato con la figura umana. Nel 1798 lascia l'atelier Tawaraya e si afferma come artista indipendente assumendo il nome che lo renderà celebre. E' il lungo periodo Hokusai (Studio della Stella Polare) in cui si possono distinguere tre diverse fasi stilistiche.
Nella prima è più intenso il legame con il mondo letterario ed è ricca la produzione di surimono e libri illustrati.
Durante la seconda fase inizia la ricerca psicologica e addirittura fisiognomica dei suoi personaggi, sia per le figure umane che per gli animali, che assumeranno una sempre maggior caratterizzazione umana. Al contempo si dedica in modo sempre più assiduo all'illustrazione di libri; è in questo periodo che dà inizio ad una delle sue opere più impegnative: l'illustrazione de I racconti degli argini, un grande classico della letteratura cinese. Nella terza ed ultima fase del periodo Hokusai, la pittura rappresenta l'interesse principale della produzione dell'artista.

Dal 1810 assume il nome di Taito pur mantenendo nell'uso anche il nome di Hokusai, almeno fino al 1814. Tra il 1810 e il 1814 compone i suoi primi due manuali didattici rivolti a pittori ed artigiani, approfondendo la ricerca sul paesaggio e realizzando i primi manga (una sorta di compendio sullo stile, la vita e le tradizioni giapponesi, in forma di schizzi, utili all'apprendimento del disegno e delle tecniche pittoriche).

A sessant'anni Hokusai prende il nome di Iitsu ed è con questo nome che firma le sue opere più famose, tra le quali spiccano le Trentasei vedute del Monte Fuji, di cui fa parte l'opera in assoluto più conosciuta dell'arte orientale: La grande onda presso la costa Kanagawa. Negli ultimi anni della sua vita assume definitivamente (lo aveva già usato in passato) il nome Manji. In quest'ultimo periodo pubblica i primi due volumi delle Cento vedute del Monte Fuji, considerati dei veri capolavori sia per la costruzione artistica che per la qualità dell'incisione e della stampa. Pubblica inoltre il trattato illustrato Sull'uso del colore in due volumi.

Hokusai muore dopo una breve malattia nella primavera del 1849, non raggiungendo i cent'anni, momento in cui egli aveva progettato di rivoluzionare una volta di più la sua pittura.